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Vi lascio The Puppet e il brano Consequences, davvero forte, composto ed eseguito da StefanoRizzo grande passione per la musica e voce molto particolare.
Gli amici bloggerini guardino pure, ma... le amiche bloggerine ascoltino soltanto, ad occhi chiusi, per il pericolo di fare strani pensieri... (che poi... già la voce...!)
myspace.com/stefanorizzoguitar
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La sposa di messer Cosimo
A.R.D. Anna R. De Santis pioggiadimarzo pioggiamarea racconti poesie pittura
Stavolta non c'è trippa per gli amici. Non sono dedicate alle amiche bloggerine (e tanto meno agli amici bloggerini).
Sono per me. Molto simili a quelle di cui mi giunge il profumo.
foto glimboo.com
A.R.D. Anna R. De Santis pioggiadimarzo pioggiamarea racconti poesie pittura
lasposadimessercosimo
Poco fa mondavo i friarielli. Per chi non è della Campania, spiego che sono verdure a foglia, in italiano “friggiarelli”, molto gradite a noi del Nord della Terronia (essendo la Sicilia il nostro Sud personale).
Stavo dunque pulendo quelle verdure, quando su uno… stelo… fronda… o come si chiama… vedo una miriade di pallini scuri.
“E mo’ questi che sono…?” e mi son messa a scrutare a distanza ravvicinata. E ad un tratto ho visto il bruco. Ho gridato (sono una donna e le donne gridano in circostanze siffatte) ma al contempo ho avuto uno scatto inconsulto…
Non si può descrivere quello che sono riuscite a fare le palline nere. Uno Small Bang! Un’esplosione cosmica fatta in casa!
Tutte quelle mini-cacche schizzate ovunque!
E ora mi stanno venendo in mente strane ipotesi sull’origine del Cosmo.
A.R.D. Anna R. De Santis Pioggiadimarzo Pioggiamarea racconti poesie pittura
"Bèlikov anche col bel tempo usciva con parapioggia e soprascarpe.
Portava occhiali affumicati, metteva cotone nelle orecchie e, se prendeva una vettura, faceva tirar su il soffietto.
In breve, si osservava in costui il bisogno di un astuccio che lo isolasse dagli influssi esterni.
Delle lingue antiche, che insegnava, si faceva schermo dalla realtà, che lo sgomentava e lo urtava.
Per lui erano chiari solo i divieti, nei permessi c'era sempre alcunché di pericoloso.
Quando morì, dentro la bara aveva un'espressione dolce, quasi lieta: come se fosse contento di essere finalmente in un astuccio da cui non sarebbe più uscito.
E, come in suo onore, nel giorno della sepoltura, il tempo fu piovoso. Avevamo tutti soprascarpe e ombrelli."
tratto dal racconto "L'uomo nell'astuccio" del dolcissimo A.Cechov
Voltaire disse che solo un grande ignorante sa rispondere ad ogni domanda.
Ciò è senza meno vero.
Eppure... accade a volte che un cervello sgombro riesca, proprio per questo, ad esser geniale, trovando la risposta da altri vanamente cercata.
11 Settembre 2001
In memoria
foto glimboo.com
L'amore non può esser definito se non attraverso
infinite e indefinite definizioni.
Voglio dire una delle mie "indefinizioni" del ritrovarsi innamorati:
abbiamo in noi un oceano, popolato da creature quasi tutte a noi stessi sconosciute, e può accadere che qualcosa di un altro,
anche una piccola cosa come una parola, un tono, un gesto,
sia il giusto amo per appigliare una delle creature del nostro oceano.
E' fatta.

Una figura così la si vede con gli occhi del cuore, tanta ne è la delicata bellezza... E la forte tenerezza! E l'intensità emotiva.
foto da artonweb.it
A.R.D. Anna R. De Santis pioggiadimarzo pioggiamarea racconti poesie
In questo post sono raccolte consecutivamente le scenette già pubblicate in precedenti post.
Per leggere l'insieme clicka su

Con le rose...
il buongiorno è certo.
foto compagniadelgiardinaggio.it
Nella cucina-soggiorno dove Nunziata ha terminato il pedicure e il marito al tavolo sfoglia il giornale.
- Pasca'... tu stai facendo tutte 'ste storie pe' nun t'aiza' a me piglia' 'o smalto (per non alzarti a pigliarmi). Nennella! Nennellaaa! Portame 'o smalto mio... fa' ' o piacere a mamma.
- Che t'aggia purta'...? - (che ti devo portare) arriva una voce da una porta aperta.
- 'O smalto!
Dalla porta entra una ragazza vestita per uscire, e porge lo smalto.
- Nenne', fa 'o piacere... mettimmello nu mumento.
- Ma io sto uscendo...!
- E che ce vo'? Fa 'na passata sulamente.
La ragazza posa la borsa sul tavolo e accosta una sedia.
- E dove vai? - chiede il padre.
- Tengo appuntamento cu ... (con)
- Zitta! Non pronunciare quel nome.
- Ma papà...
- Non lo voglio sentire.
- Ma quanto si' esaggerato! - dice Nunziata allungando un piede sulle ginocchia della figlia - Solo pecché chillo 'uaglione se chiamma... (quel guaglione, ragazzo)
- Non lo dire!
- Ambroggio! - conclude Nunziata - Ecco. L'ho detto.
- Ambrogio... - corregge la figlia.
- Donne senza patria... Traditrici!
- E' nu bravo guaglione! - insiste Nunziata - Che ci azzecca 'o nomme? (che c'entra)
- Io, nu genero ca se chiamma Ambroggio, non lo voglio! Niente di meno in tutta Napoli e provincia nu solo Ambroggio ce sta! E deve capitare proprio a me? E fosse di Milano... potrei tenere comprensione... No! Di Sondrio! Una città ca nun sta manco sulla carta. Tre ore l'ho cercata... nun ce sta.
- Papà...! Tu la cercavi in Toscana! 'A carta tua l'hai tagliata...!
- L'ho tagliata dove finisce l'Italia. E 'a Tuscana ce l'ho lasciata giusto pe' rispetto di Dante Alichiero, il pato della lingua italiana... se no 'o confino lo facevo a Roma. Ambroggio...! Nenne'... senti papà che ti dice... tu lo devi lasciare... e ti devi cercare un fidanzato con un nome cristiano. (pato o pate: padre)
di A.R.D. (tutti i diritti riservati)
foto glimboo
Un veliero ancorato può parere triste, ma per capirlo bisogna attendere il momento giusto... quando dispiega le vele.
A.R.D. Anna R. De Santis pioggiadimarzo pioggiamarea racconti poesie pittura