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Molti anni fa, fra i libri di quello che allora era il mio ragazzo, scovai "I 120 giorni di Sodoma" del marchese de Sade (quello da cui deriva il termine "sadismo").
Lui rifiutò di prestarmi il libro dicendo che non era granché. Io dedussi che doveva esser pieno di meravigliose perversioni e non ebbi pace finché non me lo portai a casa di nascosto.
La mia curiosità fu sadicamente punita: trovai il libro di una noia mortale.
Una sola cosa me n'è rimasta impressa. Fra i numerosi personaggi c'è un uomo a cui piacciono le donne vecchie, brutte e sporche: più son decrepite, orrende e laide, più lui ci dà di matto.
E Sade spiega che una tale preferenza non deve stupire, essendo una perversione come un'altra, e che non ci son limiti alle perversioni e fanno tutte parte dello stesso territorio. Insomma, come i gusti, non si discutono.
Morale: c'è speranza per tutti.
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Per chi non sa tenere conto dei cuori... sono 20.
Nella cucina- soggiorno
Nunziata toglie un piede dal catino e l'asciuga, seduto al tavolo Pasquale riprende la lettura del giornale.
- E' il rispetto per l'uomo che non c'è più... il rispetto per il marito! Il compagno della...
- Uh… non ho preso lo smalto. Pasca’, famme ’o piacere, vamme a piglia’ ’o smalto.
- ’O che…!? Mo’ mi devo sùsere pe’ te piglia’ ’o smalto?! (alzare per pigliarti)
- E certo che ti devi sùsere. Vuoi camminare assettato? (seduto)
- Facimmo accussì… Io te vado a piglia’ ’o smalto se tu mi spiechi che te lo metti a fare. Nunzia’… tu tieni brutti piedi…
- Io tengo brutti piedi?!
- Eh. Tieni brutti piedi - conferma lui gli occhi sempre al giornale - E se non li fai notare è meglio.
- Ma che stai dicendo? I piedi miei so’ brutti?!
- So’ brutti Nunzia’… so’ brutti. Rassegnati.
- E dopo tant’anni ’e matrimonio… tu mo’ me lo dici?
- E pecché? Se te lo dicevo prima… che cambiava?
- E che me lo dici mo’… che cambia?
- Hai ragione. O si parla subbito o si tace per sempre!
- Pasca’… tu oggi non so che fine devi fare… Va’ a piglia’ ’o smalto, va.
E Nunziata comincia a mettere l'ovatta tra le dita dei piedi. Pasquale chiude il giornale:
- Nunziati’, me lo dici perché ti metti le palline di ovatta in mezzo ai diti?
- Pe’ passare lo smalto... Per non farli andare uno ’ngoppa l’ato (uno sopra l’altro)
- Questa è la ragione … come si dice… universale! Ma a che te serve l’ovatta a te… che tieni i diti accussì larghi ca pure se ce metti ’e nocelle… se ne cadono? (le nocciole)
- Perché mi piace di tenere l’ovatta nei piedi! Va bene? Tu te la metti ind’e rrecchie e io me la metto nei piedi! (dentro le orecchie)
- Io me la metto nelle recchie nell’invernata, perché soffro di otito. Ringraziando a te.
- E che te l’ho fatto venire io l’otito?
- L’ha detto il larincoiatrico. Ha detto “egregio signore, voi avete un trauma”. E siccome io una sola disgrazia tengo… vuol dire che parlava di te. Tu si’ nu trauma, Nunziati’.
di A.R.D. (tutti i diritti riservati)
Domani verrò a trovarvi tutti, ma ora ho da fare.
Confermo quanto già detto. In questa stramba dimensione che è la rete si possono formare affetti incredibilmente autentici e forti, al punto da provare dolore per le parole cattive e felicità per quelle buone, qui dove più che in altri contesti le parole hanno valenza primaria.
Teocon ha messo nel suo blog questo:
"PREMIO PER UN'AMICA
Non so se ci siano regole, me ne infischio fischiettando, mentre consegno questo premio speciale a Pioggiadimarzo, una persona speciale che mette allegria ed è sempre presente e sensibile.
Ti chiami Anna, vero? Questo è solo per te, senza catene, senza impegni, senza pensieri. Lo metti in Myblog e in splinder. Se vorrai potrai in seguito donarlo a chi vuoi.
Ah, in realtà dovrebbe anche brillare, muoversi eccc. ma io non ci so fare con queste cose, lo sai."

Ma sì che brilla! Quella testa di rapa di Teo mi chiede la conferma del nome per il motivo che mi ha sempre chiamato MacBeth, per farmi dispetto. Il premio non lo assegno, è mio.
Teo mi ha fatto commuovere davvero.
E come si fa a non voler bene a un ragazzo così?
Ti voglio bene, Teuccio!
Teo e Pony sono due miei AMORI di myblog che strepitano in difesa dei valori di casa nostra.

TeoCon PonyBoy
A' PonyBo'... secondo te come sta Mah! Me pare che non ce se fila
andando 'sto salvataggio dell'Italia? nessuno... Ma io non mollo...!
Io nemmeno. Me sento tanto combattente. Al fronte, Teo... al fronte stamo.
Però così vedrai che acchiappamo! Che?
Le donne! Due eroi come noi! Tu dici che ce cascano?
Sicuro! Un altro po' de post Ma tu guarda che tocca fa'
e poi vedi che mietitura! pe' rimedia' 'na donna...!
Tutta colpa dei comunisti. A proposito... stamo guardinghi.
(foto glimboo)

cuore e anima di Fiore Cagnetti
"Se avessimo una consapevolezza continua dei processi con cui formiamo le immagini, queste cesserebbero di essere credibili. E' davvero una disposizione superiore misericordiosa che ci consente di non conoscere i processi della nostra creatività, che talvolta sono processi di autoinganno."
G. Bateson "Dove gli angeli esitano"
Non sogno altro che me.

A.R.D. Anna R. De Santis pioggiadimarzo pioggiamarea racconti poesie pittura
sono su lasposadimessercosimo.myblog.it
di Ashurado 13/08/2008
per gentile concessione
Questo micino che non si arrende al sonno me l'ha mandato Gabry2704 che è una ragazza affettuosa, buona, generosa e ricca di fantasia.
E basta questo per esser certi che sia anche bella.
Nella cucina-soggiorno
- Nunziati’…!
- Eh…
- M’o vuo’ fa’ nu pucariello ’e cafè? (me lo vuoi fare un poco di caffè)
- E me sto facendo i piedi!
- E asciuttali nu mumento, fai ’o ccafè e poi li metti n’ata vota ind’all’acqua. (un’altra volta dentro l’acqua)
- Se fredda.
- ’O ccafè?
- L’acqua.
- E che ce vo’? Nu pucariello sulamente!
- Ma pecché nun t’o faje tu?
- Io?! Sto’ leggendo ’o giurnale! E me vulesse intanto bevere ’na tazzulella. Ma se me lo faccio da me… nun ce sta più sfizio.
- Eh… ’o sfizio! ’O signore sta al bar! Legge 'o giurnale e se piglia ’o ccafè!
- Nunziati’! Senza ca fai chiacchiere: ’o vuo’ fa o no?
- No.
- Che bella mugliera ca tengo! Io non mi dovevo sposare una mugliera. Io mi dovevo sposare una ghescia.
- Una che…?
- Na ghescia. Chelle che se tu ce dice “famme ’o ccafè”, t’o ffanno e te diceno pure grazie. Stanno in Giappone. Quelli non si fanno mancare niente!
- Pasca’… tu non stai buono con la cervella. Tu fosse capace di andare fino in Giappone a piglia’ sta ghescia, portarla qua… pe’ ce dicere “famme o ccafè”?! (per dirle)
di A.R.D. (tutti i diritti riservati)

uno splendido
Renoir
regalatomi dalla
dolcissima
CristinaKhay
Aggiungo:
Ma pensate che gentilezza d'animo e che flessibilità di pensiero ha CristinaKhay!
Oggi aveva chiuso il blog temporaneamente, e io non lo sapevo quando ho fatto questo post.
Allora le ho mandato una mail di "protesta" e lei lo ha riaperto, per oggi, per amor mio!
Col passare degli anni purtroppo non sono cambiata e continuo a lasciarmi ferire dall'astuzia, ma in compenso ho imparato a ripararmi abbastanza rapidamente.
Un po' di ore in compagnia dei Queen e ora sono a posto.
I Queen sono benedetti da Dio
che ha dato loro il raro dono di fare doni.
Con buona pace di chi non sa cavarne che scandalo.
(E per favore non mi si dica "e allora Mozart etc. etc.": ora sto parlando dei Queen)
Il punto esclamativo nel saluto non è che un segno grafico.
Il mio augurio in realtà è scotto dal caldo.
Se vedi un animale abbandonato invia un sms al
334.105.10.30
E' un'iniziativa di Autogrill e Polizia Stradale
prontofido.net
Copia questo testo e postalo nel tuo blog o mandalo
via mail o sms ai tuoi amici. Grazie.
"Qualche volta accade che un'aquila voli basso
come una gallina,
ma mai una gallina vola in alto come un'aquila.
Così come gli dèi possono prender sembianza d'umani
e non gli umani diventare dèi."
Non ricordo chi l'abbia scritto, ma descrive molto bene una mia recente esperienza. Dove io sono l'aquila, ovviamente. E facciamo anche la dea.
Almeno per gli occhi.
Ma era sempre stata una lotta insegnare a Rossella che la maggior parte dei suoi impulsi naturali non era da signora: le vittorie di Mammy su Rossella erano conquistate duramente, ed erano il risultato di una scaltrezza sconosciuta ai bianchi. ........
- Ti avere detto e ripetuto che si riconosce una dama perché mangiare come un uccellino …… Signorine che mangiare molto non trovare marito.
- Non ci credo. Al pic-nic, quando tu eri ammalata e io non avevo mangiato prima di uscire, Ashley Wilkes mi disse che gli piaceva vedere una ragazza con un appetito sano.
- Quello che giovanotti dire e quello che pensare essere due cose diverse. E io non mi essere accorta che Mr. Ashley avere chiesto di sposarti.”
da “Via col vento” di Margaret Mitchell
Quello che giovanotti dire e quello che pensare essere due cose diverse?
Maschietti bloggers! Mi piacerebbe una vostra cortese risposta.