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E che donna sarei se non mi intrigassero i prìncipi?
Mondadori 1959
Da bambina prendevo molto sul serio cantanti e canzoni,
nel senso che, pur sapendo che i cantanti fossero interpreti,
al tempo stesso cocciutamente credevo che vivessero realmente i "casi" cantati.
Dunque ascoltavo, ad esempio, una canzone di sofferenze amorose e partecipavo con tutto il mio dispiacere al dolore di quel cantante.
E credo sia accaduto che,
mentre io mi struggevo nella com-passione,
il cantante di turno saltava di contentezza per gli incassi.
Le concedo di dormire nel mio letto... e non le basta?
Ogni tanto mi acchiappa, mi bacia, mi tiene...!
E se le dò un morso si lamenta pure.
Miao a tutti i gatti bloggers!
Pure ai cani e a tutte le altre bestiole.
"Drogo stette fermo a rimirare il bambino dormiente ...
anche lui un giorno aveva dormito come quel bambino,
anche lui era stato grazioso e innocente ...
'Povero Drogo' si disse, e capiva come ciò fosse debole,
ma dopo tutto egli era solo al mondo,
e fuor che lui stesso nessun altro lo amava"
da "Il deserto dei tartari" di Dino Buzzati
Solo quando ha freddo viene in braccio.
Se la prendo io, fa le fusa e al tempo stesso protesta.
Se la bacio e l'accarezzo, sulla sua faccina si legge chiaramente che mi sta sopportando.

Omosessualità. Si deve per forza farne tragedia?
scritto da Anna R. De Santis
(dep. 03/04/2008: tutti i diritti riservati)
Le due tazzine fumanti sul vassoietto, la signora apre la porta:
- Marce’, il caf…
E il vassoietto, inox, non la finisce più di vibrare sul pavimento fra i cocci delle tazzine.
Marcello e Romoletto, staccatisi un po’ troppo tardi dall’abbraccio, fissano il loro caffè sul pavimento: sta là come sul luogo del delitto resta il lago di sangue.
- Ch’è successo?
La donna si gira al marito accorso, giornale in mano e occhiali calati fino all’estremo del naso, e risponde afona:
- Se stavano a bacia’… Se stavano a bacia’… L’ho visti io… Co’ st’occhi l’ho visti… Se baciavano come du’ innammorati…
- Piantala… - dice lui - Ce lo sai che se vonno bene come du’ fratelli! Se so’ dati un bacetto e tu stai a…
- No… che bacetto… Come du’ innammorati te sto a di’! L’ho visti co’ st’occhi…
- Sta bona… Ora metto tutto a posto. In questi casi… bisogna parla’. Mo’ ce parlo… e sistemo tutto. So’ giovani… ponno sbaglia’… Va de llà… Qua ce penso io.
- Nun li mena’, sa’…!
- Ma va de llà! Du’ pezzi de Marcantonio… li meno…!
- Vado a rifa’ il caffè - e raccoglie il vassoietto - Coll’altra macchinetta… pure pe’ noialtri.
“… Purtroppo i matrimoni hanno tutti… qualcosa di rozzo: guastano le relazioni più delicate, e questo, in realtà, non dipende da altro se non dalla goffa sicurezza di cui fa sfoggio per lo meno una delle parti. Tutto diventa ovvio, e sembra che ci si sia sposati solo per andarsene poi ciascuno per la propria strada”.
detto da un personaggio ne Le affinità elettive di J.W.Goethe.
Già. Spesso, più che punto di partenza, se ne fa punto di arrivo: una volta raggiunto… ciascuno prosegue per suo conto. E solo dopo aver percorso ben lungo tratto ci si accorge di trovarsi su strade diverse.
NELL'ALTO DEI CIELI
di A.R.D. (dep. 13/02/08 tutti i diritti riservati L.633 del 22/04/41 e succ.modif. Pubbl. on line 01/03/08))
- Cerca di capire... Non si può...! Qui... in Paradiso...?!
Anche gli altri Santi negano afflitti scuotendo lentamente le aureole:
- Qui... Come si fa? Pietro ha ragione.
- Dove mai potremmo mettere tutta quella... tutti quei...?
- Noi ti comprendiamo ma...
- Andiamo a parlarne col Signore - propone San Francesco.

Un pavimento di
mattoni rossi,
una sedia
impagliata,
un tavolo coi
segreti di un
cassetto, e libri
invecchiati
dall'uso: solo per semplificazione possiamo chiamarli "cose".
E qui l'artista mi pare ne abbia dipinto proprio l'anima, la storia,
i pensieri e soprattutto la capacità di far compagnia.
olio su tela di Fiore Cagnetti su gentile concessione dell'autore
- riproduzione non consentita -
... si mise a scrivere a uno dei suoi amici di Mosca:
"Mio caro, mio buon Kòstja, una notizia:
io sono innamorato! ... io l'amo ...
Non accigliarti ora, non metterti in cattedra
per fare una lunga dissertazione sull'amore ...
finché non amavo,
sapevo anch'io perfettamente che cosa è l'amore"
tratto dal racconto "Tre anni"
del mio amatissimo Anton Cechov
(i sospensivi sono miei, per omissis)

e lei risponde :
"Come niente?! Non vedi che sto vivendo?"